LE SERRESE

 ...Quasi come nella "Quercia caduta" di pascoliana memoria, il triste ultimo giorno di vita del "Resurrexit", mentre bulldozer e picconi sferravano i loro tenaci colpi e scossoni su quelle sacre mura, c'erano taluni che, pur nell'apparenza di un volto atteggiato ad umana pietà - suggerita dalle circostanze - raccoglievano, per portarle via, le povere cose che ne facevano parte, davanti agli occhi veramente lucidi di pianto dei vecchi abitanti del luogo e soprattutto dei Colafranceschi (custodi senza compenso ma. ..in speranza -manzonianamente parlando- di "un'altra ricompensa", più lontana, ma più abbondante).

 

Volevano portar via, con le altre poche e misere cose, anche la campana. "Fermi", gridò con voce forte ma tremula dalla commozione Antonio Colafranceschi, il maggiore dei fratelli: "Questa non è del Comune! L'ha fatta fare mio padre: deve restare con me!", e l'abbracciò stringendola tra le sue forti braccia, che solo erano capaci di sollevarla. E intanto i suoi occhi guardavano teneramente l'immagine misericordiosa della Madonna con Gesù Bambino in braccio effigiata sul sacro bronzo.

Tratto da "II Resurrexit non risorgerà più" di Umberto Patriarca, "Ciociaria ieri, oggi, domani" -anno IX, 2- 3, 1989

 

La chiesa di Santa Maria del Resurrexit, popolarmente chiamata delle "Serrese", è di epoca incerta, probabilmente intorno alla metà del secolo XIX. Fu demolita il 1 giugno del 1977 per far posto ad un 'incrocio stradale più comodo, dove potessero transitare i mezzi pesanti destinati alla nascente area industriale.

Il quadro della Madonna del Perpetuo Soccorso, datato 1881 e di autore incerto, è scampato alle macerie grazie all'intervento di Antonio Colafranceschi. La campana di bronzo, fabbricata ne11929, è oggi custodita presso la parrocchia di S. Maria Maggiore.

 

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