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L'intenzione del
progetto è presentare "documenti" espressi in linguaggi
diversi (tradizione orale, foto, registrazioni musicali) di uno scorcio
di secolo attraversato da tre generazioni. Un'operazione del genere ha
una sua intrinseca validità perché fa capire, come dice una nota
canzone che "La storia siamo noi". E' utile soprattutto ai
giovanissimi che imparano a leggere (oltre che i necessari
insostituibili libri, scolastici e non) le testimonianze, che siano
oggetti, parole, tracce sul territorio.
Ma non è una semplice (e un po’ ambiziosa) proposta culturale. Con
essa s'intreccia il bisogno intergenerazionale di comunicare sul piano
delle esperienze, di raccontarsi colmando quella che rischia di
trasformarsi in una frattura tra classi d'età. Gli ultracinquantenni
appartengono a quella generazione che ha vissuto una grande rivoluzione
e nello stesso tempo ha memoria di tradizioni che durante la loro
adolescenza esistevano ancora. E' passata dalla religione del focolare
domestico e dalla vita domenicale di contrada all'epoca della globalità
e del mondo online. Proprio questo salto nell'evoluzione tecnologica e
nel modello di vita rischia di incidere in modo traumatico nella memoria
delle generazioni. Venti anni fa c'era ancora un mondo vicino a quello
dei nostri padri molto più di quanto non lo sia quello degli
adolescenti al nostro.
Se crediamo che il passato debba essere un punto di riferimento per la
nostra dimensione individuale, per la collettività (per capire come e
quanto siamo cambiati e cresciuti, per la nostra identità), allora vale
la pena di percorrere lentamente quel tratto di strada comune,
scambiandoci le nostre impressioni di viandanti e condividendo i
sacrifici e le gioie di questo cammino.
Interrogandoci sui cambiamenti e cercando di essere osservatori,
ascoltatori, narratori attenti e, per quanto ci consente la memoria,
imparziali.
Giuseppe Bernardi
-Sindaco
Il progetto , racchiude
le testimonianze di esperienze di vita dei non più giovani da
tramandare all'attenzione e alla curiosità dei nipoti. Il suo contenuto
diventerà un bene raro e prezioso per il suo immenso valore affettivo
verso le nuove generazioni. Sono stati raccolti alcuni flash di stili di
vita di una volta, non per "sentito dire" o perché letto da
qualche parte, ma perché testimoniati dai nostri cari dai capelli
bianchi.
Trovarsi circondati da giovanissime vulcaniche energie che hanno
travolto e coinvolto le menti assopite dei bisnonni e dei nonni,
depositari di saggezza, è stata un'esperienza sorprendente.
L'opuscolo quindi, voluto come coronamento di un progetto che ha visto
coinvolti giovani e non più giovani, è stato dato alla stampa con la
tenacia e l'umiltà di chi è legato alla propria terra, alla propria
gente e crede nei valori della cultura e del passato.
Margherita Rossi Inglesi
- Assessore |