Chi siamo e da dove veniamo?

Ia risposta sembrava semplice. Circa 4.000 anni prima di Cristo, Dio aveva creato il mondo in una settimana (anzi, sei giorni più uno di riposo). Piante, animali e uomini compresi. Così com'erano e come sono.
Tutto sarebbe restato più o meno uguale fino alla fine dei tempi. Animale più, animale meno. Adamo ed Eva erano i nostri più antichi progenitori e da Caino e gli altri figli siamo giunti fino a oggi. l calcoli del tempo trascorso erano stati fatti sui vari alberi genealogici riportati nome per nome nel Vecchio Testamento. Questa era la visione pre-scientifica, data per assioma in tutto l'Occidente fino a un paio di secoli fa.
Pian piano gli studiosi si resero conto però che le cose non stavano proprio così e che tutto stava a dimostrare che la Terra era molto più vecchia. Ma non soltanto la Terra, ma anche gli organismi viventi apparivano un tantino più anziani. Solo che ci voleva un certo coraggio per andarlo a raccontare in giro. E molti, nel dubbio, tenevano la bocca cucita. In ogni caso nessuno osava mettere in discussione il racconto tradizionale che, semmai, andava forse esteso un pò in là negli anni, o meglio, nei secoli.
Ci vollero gli stimoli dell’illuminismo prima che qualcuno gettasse le basi per un contraddittorio scientifico.
A cavallo tra il ‘700 e ‘800 il Francese Jean-Baptiste de Lamarck se ne uscì con una teoria che in qualche modo tentava di spiegare razionalmente ciò che molti iniziavano a intuire, seguendo tuttavia vecchi preconcetti e ipotizzando un meccanismo che oggi sappiamo non essere valido sperimentalmente.
Qualche decennio più tardi Charles Darwin si imbarcò sul brigantino Bearle e girò mezzo mondo: isole di Capo Verde, Brasile, Patagonia, e molte isole dell'Oceano Pacifico, tra cui le Galapagos. Quando tornò ci ragionò un pò sopra e, sulla base delle rilevazioni effettuate, qualche anno dopo finalmente propose la sua teoria sull'Origine delle Specie che sconvolse il mondo scientifico e soprattutto la pletora di benpensanti che vedevano in tal modo rivoluzionate le loro certezze ataviche.
Che cosa diceva Darwin in poche parole? Che gli esseri viventi si sono lentamente evoluti nel corso dei millenni secondo dei criteri determinati da molti fattori distinti, i più importanti dei quali sono stati la lotta per la sopravvivenza e la selezione naturale. Insomma animali e piante così come li vediamo sono il frutto di infinite e lievissime mutazioni, a partire da un antenato che potrebbe essere stato molto diverso, non solo morfologicamente
Anche l’uomo? Anche l’uomo
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Secondo Darwin, infatti, l’uomo deriva da scimmie estinte, simili alle attuali scimmie antropomorfe (scimpanzè, gorilla, orango). Ea pensarla così è ormai praticamente tutta la comunità scientifica mondiale. Dunque non discendiamo da Adamo ed Eva, ma da una coppia di scimpanzè (o giù do li). E da allora, dopo aspre polemiche durate per decenni, questa "Origine delle Specie" è diventata parte integrante del bagaglio culturale di tutti gli scienziati che abbiano in qualche modo a che fare con ambiente, biologia, zoologia, genetica, ecc, ecc.
Quindi, per quando riguarda la specie umana, le cose dovrebbero essere andate press’a poco così: un bel giorno un gruppo di scimmioni, magari isolato nel territorio, comincia a evolversi per conto suo ed ecco che prima diventa Australopithecus afarensis (Lucy per intenderci) poi Australopithecus africanus, quindi il genere Homo: Homo habilis, Homo erectus, Homo neanderthalensis e infine Homo sapiens, cioè noi.
E' andata proprio così? No, nient'affatto. Così certamente non è andata, anche se qualcuno ancora la racconta così la nostra evoluzione.Le cose sono un po' più complicate e tra i paleoantropologi le discussioni continuano senza sosta. Ma perché ? Beh, in sostanza perché l'Evoluzione non avviene sempre in linea retta, anzi quasi mai. Spesso avanza in modo ben più complesso, ad albero: ha avuto tantissimi germogli e molti rami; buona parte dei quali si sono seccati. Per capirci meglio bisogna però cominciare dal principio.

 


Secondo Darwin, infatti, l’uomo deriva da scimmie estinte, simili alle attuali scimmie antropomorfe (scimpanzè, gorilla, orango). Ea pensarla così è ormai praticamente tutta la comunità scientifica mondiale. Dunque non discendiamo da Adamo ed Eva, ma da una coppia di scimpanzè (o giù do li). E da allora, dopo aspre polemiche durate per decenni, questa "Origine delle Specie" è diventata parte integrante del bagaglio culturale di tutti gli scienziati che abbiano in qualche modo a che fare con ambiente, biologia, zoologia, genetica, ecc, ecc.
Quindi, per quando riguarda la specie umana, le cose dovrebbero essere andate press’a poco così: un bel giorno un gruppo di scimmioni, magari isolato nel territorio, comincia a evolversi per conto suo ed ecco che prima diventa Australopithecus afarensis (Lucy per intenderci) poi Australopithecus africanus, quindi il genere Homo: Homo habilis, Homo erectus, Homo neanderthalensis e infine Homo sapiens, cioè noi.
E' andata proprio così? No, nient'affatto. Così certamente non è andata, anche se qualcuno ancora la racconta così la nostra evoluzione.Le cose sono un po' più complicate e tra i paleoantropologi le discussioni continuano senza sosta. Ma perché ? Beh, in sostanza perché l'Evoluzione non avviene sempre in linea retta, anzi quasi mai. Spesso avanza in modo ben più complesso, ad albero: ha avuto tantissimi germogli e molti rami; buona parte dei quali si sono seccati. Per capirci meglio bisogna però cominciare dal principio.


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