| Italo
Biddittu andava a caccia |
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| Era una di quelle giornate, di fine innverno in cui
si cominciano a percepire i segnali della primavera. Eppure la splendida
campagna della provincia di Frosinone, intorno a Ceprano, tra le grotte
di Pastena e il vulcano spento di Pofi, era sconvolta dalle ruspe che
sbancavano il terreno per creare il percorso di una nuova strada da
asfaltare. Ma proprio per questo Italo Biddittu andava a caccia. Non di allodole o di fagiani. A caccia di fossili, testimoni del passato più remoto delle nostre specie. A caccia di antenati vissuti centinaia di migliaia di anni fa e delle tracce che potevano aver lasciato in quella zona che lui setacciava da tanto tempo. Fino ad allora si era dovuto accontentare dei solchi scavati dall'aratro che ogni tanto riportavano alla luce frammenti d'osso, qualche pietra scheggiata e amigdale (strumenti bifacciali del paleolitico antico) e fossili di grandi mammiferi estinti. Ma aveva capito che in quella valle solcata dagli affluenti del Sacco, se solo si fosse potuto andare un pò più a fondo, magari qualcosa di davvero importante si sarebbe potuto trovare. Ne era quasi certo. Il suo intuito, associato a tutti i reperti affiorati glielo stava suggerendo. Ed ecco quindi che la costruzione della nuova strada gli offriva un'occasione irripetibile. E non se la lasciò sfuggire. Quella domenica mattina, 13 Marzo 1994, le ruspe erano ferme e le loro carcasse metalliche stridevano con la prorompente natura della campagna circostante. |
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| Sembravano scheletri di improbabili dinosauri che si essiccavano al tiepido sole. Intorno il silenzio assoluto. Niente automobili che sfrecciavano, niente voci. Una pianura lievemente ondulata, già verdissima e circondata in lontananza da rilievi montuosi. La terra smossa e inumidita dalle recenti piogge emanava un odore forte e Italo Biddittu passeggiava solitario, scrutandola attentamente, con l'occhio allenato di chi sa riconoscere le stratigrafie geologiche e le minime variazioni cromatiche. E la stratigrafia ce l'aveva davanti a sé, su tutta la spalletta di terra scavata che doveva ospitare il futuro letto d'asfalto della nuova carreggiata. |
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